Il sogno in psicoanalisi

di Marco Nicastro

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Re Davide in Blu di Chagall

Il sogno per Freud e i primi analisti

Freud (1913/1915) si interessò al sogno come del resto aveva fatto tutta un’antica tradizione religiosa e filosofica dall’antichità fino al romanticismo, tradizione che vedeva nell’attività onirica un fenomeno importante ma oscuro per la vita dell’uomo che necessitava, proprio per questo, dell’intervento di un interprete accreditato diverso dal soggetto autore del sogno. Continua a leggere

Divisione del desiderio e servitù volontaria

di Silverio Zanobetti 

[Pubblicato in “Passparnous” XXXV, Novembre 2015 (sezione di filosofia “Alphaville”)].

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Étienne de La Boétie

 

Questo intervento è stato proposto in occasione dell’incontro al Gabinetto Viesseux (26 ottobre 2015) organizzato dall’associazione Quinto Alto. Gli altri interventi (di Giuseppe Panella e FrancescoMaria Tedesco) problematizzavano la questione da angolature sì diverse, riuscendo però a sviluppare, durante l’incontro, un dialogo vivace e stringente sul tema oggetto di dibattito e sull’attualità politica. I punti emersi grazie al dibattito e ai loro interventi meriterebbero spazio in queste pagine. Quello che segue è soltanto la trascrizione a grandi linee del mio intervento. Il testo di De la Boetie si trova gratuitamente al seguente link: http://www.inventati.org/apm/abolizionismo/boetie/boetie.pdf

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COME CURA LA PSICOANALISI LACANIANA

di Roberto Pozzetti

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Introduzione

La psicoanalisi sorge come metodo di cura di una serie di disturbi psichici e, in particolar modo, dell’isteria a partire dall’incontro di Breuer e Freud con le loro pazienti. Le estensioni di tale metodo e della teorizzazione che ne è derivata alla lettura di fatti sociali, culturali e politici non ne modifica questo statuto essenziale e non ne fa una visione del mondo, una Weltanschauung. Lo sosteneva lo stesso Freud: “La psicoanalisi, a mio parere, è incapace di crearsi una sua particolare Weltanschauung” .
Molte volte è l’orientamento analitico lacaniano a instillare questo dubbio tanto che molti si chiedono se i lacaniani pratichino effettivamente la psicoanalisi e non compiano soltanto delle mere astrazioni, analoghe a quelle dei filosofi.
Lacan fu, al contrario, un clinico rigoroso il quale si dedicò ogni giorno alla pratica della psicoanalisi, dal 1944 presso Rue De Lille, 5. Mantenne un legame con la clinica psichiatrica per tutta la sua vita svolgendo conferenze e incontri di formazione in centri ospedalieri di Parigi e di altre città francesi . Continua a leggere

Sergio Benvenuto, La psicoanalisi e il reale, Orthotes Editrice, Nocera (NA) 2015

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L’ultimo lavoro di Sergio Benvenuto può essere interpretato, senza troppe forzature, come un saggio sulla realtà della psicoanalisi. Ciò nel duplice senso di un’indagine volta a definirne le condizioni di esistenza, possibilità e validità e, insieme, di un giudizio che ne intavoli (“collocare sulla tavola”) l’essenziale. Continua a leggere

Igor Pelgreffi, La scrittura dell’autos. Derrida e l’autobiografia, Galaad Edizioni, Giulianova (TE) 2015

lascritturadellautos-683x1024di Alessandro Paris

“Il 1942 resterà per sempre per me il segno di una frattura o di un trauma […] quando  il piccolo ebreo di Algeri che ero io, nel momento dell’antisemitismo (francese …) è stato espulso da scuola. Anche se non ci ho capito molto, attraverso questa ferita si è insediata una certa prospettiva, in modo dominante, conscio e inconscio. […] Una configurazione che si potrà chiamare intellettuale, e anche ideologica, benché non cosciente. […] E a partire da lì, non è più possibile, per me come per chiunque altro, discernere tra il biografico e l’intellettuale, il biografico non intellettuale e il biografico intellettuale, il conscio e l’inconscio.  Per una descrizione rigorosa e fine di queste sequenze, per fare davvero qualcosa che non sia raccontare storie [mython tina dieghestai] bisognerebbe trovare nuove categorie, inventare una modalità insieme diegetica, fenomenologica e psicoanalitica estremamente raffinata” (Derrida-Ferraris, “Il gusto del segreto”,  Laterza 1997, p. 34.) Continua a leggere