Michela Marzano, Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne, Mondadori maggio 2010. pp. 160.

di Emanuela Catalano

Michela Marzano. Fino a pochi anni fa, un nome probabilmente sconosciuto ai più nel nostro Paese ma che da qualche tempo sta tornando alla ribalta imponendosi con sempre più forza e decisione all’opinione pubblica.

Il motivo di tale sostanziale “ignoranza” risiede presumibilmente nel fatto che l’autrice, nata a Roma quarant’anni fa, viene annoverata tra i cosiddetti ‘cervelli in fuga’ che dall’Italia hanno trovato terreno fertile alle proprie idee e riflessioni in una nazione che per storia e tradizione appare da sempre più aperta alle novità della nostra: la Francia.

 Se digitate il suo nome su Google o qualsivoglia altro motore di ricerca, scoprirete con vostro grande sgomento che pullulano i siti esteri che parlano di lei mentre quelli italiani denotano una certa carenza e lacunosità che solo di recente si va diradando.

L’autrice si è imposta al grande pubblico in particolar modo per le sue riflessioni che vertono intorno alla questione della corporeità.

Nel 2009, la casa editrice Mondadori ha pubblicato “L’estensione del dominio della manipolazione”. In tale contesto è piuttosto del suo ultimo libro che voglio parlare, intitolato significativamente “Sii bella e taci”. Non a caso, sono i versi del poeta maledetto Charles Baudelaire che riecheggiano e ci tornano alla mente scorgendo il libro sugli scaffali della libreria e ciò che ancor di più attira l’attenzione è il suo sottotitolo: Perché l’Italia di oggi offende le donne.

Già, per quale ragione? È alle donne che mi rivolgo in particolar modo. Anni di lotte per la conquista della parità dei diritti civili, politici e sociali, dall’estensione del diritto di voto nel nostro paese, alla legge sul divorzio (1970), alla interruzione volontaria della gravidanza (1978), fino all’acceso dibattito sull’uso della pillola Ru 486. A che sono valse  tutte le rivendicazioni di stampo femminista se nel 2010 le ragazze partecipano ai convegni del leader libico per un gettone di presenza (500 euro), nella speranza di farsi notare e suscitare clamore convertendosi all’Islam (sic!)? ma chiudiamo per un attimo questa breve parentesi polemica e torniamo a noi.

Ciò che più ho apprezzato leggendo le pagine della Marzano, è lo stile inconfondibile di chi si è fatto notare all’estero come dicevamo ed è apprezzata, al pari dei maggiori studiosi al mondo: addirittura la Marzano è considerata tra le più grandi filosofe viventi del secolo.

 Questo suo stile misto a personalissime riflessioni e continui spunti tratti dall’attualità quotidiana rende la lettura fluida e scorrevole. L’autrice si sofferma sulla delicatissima questione che ha infervorato gli animi in Francia divampando in una vera e propria polemica, destinata a fare scuola negli altri paese dell’Unione europea: il burqa.

Seguono le disquisizioni sul crocifisso, sulla liceità o meno di esibirlo e ostentarlo in luoghi pubblici, nelle istituzioni di uno Stato che si professa laico. Seguono accenni agli studi di Lacan sulla teoria dello specchio e il totalmente altro, gli esami del padre della psicanalisi, le donne che hanno segnato la storia del femminismo, da Olympe de Gouges, a Charlotte Corday, a Simone de Beauvoir che del femminismo ha fatto il suo vessillo e il suo stendardo, arrivando a domandarsi fino a che punto il feto nel grembo materno – questo “intruso” – possa condizionare la libertà della donna. Troviamo poi anche Etty Hillesum che pur  nella barbarie dell’Olocausto trovò la forza di ribadire la necessità di amare l’umanità. E Simone Weil che, smessi i panni della filosofa, andò a vivere fra gli operai della Renault, fino alle madri-coraggio della mafia, un nome emblematico fra tutto quello della signora Felicia Impastato.

Il messaggio con il quale chiude il suo discorso è di una semplicità disarmante, e fa accapponare la pelle: una esortazione alle donne, affinché continuino a indignarsi e a lottare. Per parafrasare Manzoni – ella dice – quando succederà qualcosa, potrete raccontare alle vostre nipoti che voi c’eravate, che avete fatto tutto quel che c’era da fare, perché tutto quel che c’era da dire sarà stato detto, per dirla ancora con Sartre. In una parola, viene ribadita la necessità, anzi l’ingiunzione a vivere. Senza rimpianti.

Non mancano poi riferimenti e digressioni sull’attuale premier, il quale non perde occasione per offendere le donne riducendole alla stregua di meri oggetti per il piacere degli uomini, degradandole al loro atavico e ancestrale ruolo di esseri impuri e sottomessi, il cui unico scopo è quello di apparire, mostrando in tutta la sua evidenza e nudità il proprio corpo, costrette a tacere e a mostrarsi solo superficialmente. Stiamo parlando di quelle che la signora Veronica Lario tempo fa ha definito “ciarpame senza pudore”.

Alle riflessioni sulle scorciatoie per avere successo nella vita,  si affiancano valutazioni sul bisturi, sull’elisir di lunga vita, che cancellerebbe la propria vita, la propria storia, in breve la memoria storica, il proprio vissuto, tutto ciò che si è, o meglio che si è stati in vista di quel che si vorrebbe apparire. Un altro corpo. In sintesi, l’anelito a un amore perfetto in risposta al mito androgino di Platone, passando attraverso l’omosessualità, i trans, la pornografia, la violenza carnale e gli stupri di gruppo.

Un excursus interessantissimo al termine del quale l’unica vera domanda che ci interpella e ci sconvolge come un ronzio incessante all’orecchio è la seguente: in breve, cosa vuol dire essere donna oggi e perché l’Italia continua a umiliare e a offendere le donne? E cosa fare – oserei aggiungere – nella pratica, nella vita di tutti i giorni per scardinare questi antichi pregiudizi e stereotipi maschilisti, per sottrarla a queste logiche perverse e restituire alla donna tutto il suo valore, la sua dignità, per riconferire ad ogni donna il giusto riconoscimento, il suo posto al mondo?? 

Michela Marzano, Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne, Mondadori maggio 2010. pp. 160, € 17,00.

4 commenti su “Michela Marzano, Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne, Mondadori maggio 2010. pp. 160.

  1. Vita Bruno ha detto:

    Edizioni MONDADORI????????

    • emanuela catalano ha detto:

      Yes!! il regime si ammanta di una parvenza di libertà di stampa ed espressione… come fece il fascismo nei confronti di Benedetto Croce, personaggio “scomodo” ma altrettanto intoccabile

  2. Maria Teresa Veneziani giornalista corriere della sera ha detto:

    Buon giorno prof Catalano, vorrei farle qualche domanda per un articolo. Mi manda un suo numero per favore? grazie mt

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