Bart D. Ehrman, Gesù non l’ha mai detto: millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli, Mondadori, Milano 2007.

di Fabio Milazzo

Il genere biblico-teologico sta riscuotendo un certo successo in Italia, credo ciò sia dovuto anche e soprattutto alla curiosità stimolata da romanzi fanta-teologici, tipo il “Codice da Vinci”, che, al loro interno, presentano tesi eterodosse spacciandole per verità conclamate all’interno della comunità scientifica, celate ai più.
La curiosità, quindi, alimenta l’interesse per libri che soltanto una decina di anni fa sarebbe stato utopistico credere di vedere tradotti da editori “di peso” come la Mondadori.

Il libro che qui presento tratta, nello specifico, dei problemi legati alla trasmissione di un testo come quello biblico nei secoli.

Propriamente, l’intento polemico, vorrebbe mostrare ai lettori, digiuni di problematiche simili, le difficoltà legate ad un credo religioso (in questo caso, il Cristianesimo) che si basa su una Tradizione conosciuta attraverso dei testi sacri giunti dal passato: le modalità di questo processo di trasmissione, le alterazioni (più o meno in buona fede), i processi di ri-copiatura, le difficoltà legate all’individuazione del presunto “testo originario”.

Quelle elencate sono tematiche ben conosciute ai cultori di critica testuale ma, probabilmente, insinueranno un’infinità di interrogativi al lettore di media cultura abituato a credere che le pagine evangeliche ascoltate la domenica a messa riportino fedelmente i discorsi pronunciati da Gesù per le vie della Palestina di I° secolo.

Ehrman, in quest’interessante volume, presenta, nella prima parte, le peculiarità di una Religione che, per l’appunto, basa la sua fede su un Libro (al di là delle sottili disquisizioni, mai sopite, sulle differenze con gli altri due monoteismi, risulta innegabile riconoscere che anche il Kerygma è giunto a noi nelle vesti cartacee di un libro, anche se annunciato dalla predicazione di migliaia di uomini).

Vengono, inoltre, discusse le problematiche legate alla “tarda” costituzione del Canone (sull’argomento non si può non rimandare ai classici, e ancora insuperati, studi di Metzger).
Nel secondo capitolo viene presentato un argomento veramente interessante legato al processo di ricopiatura dei testi nei primi secoli. Ehrman afferma che inizialmente gli scribi “cristiani” non erano tali di professione, ma semplici “volontari”, così i rischi di “errori” erano sensibilmente più alti rispetto al periodo in cui “entrarono” in azione scribi di professione.

Vengono, quindi, presentati alcuni casi di possibili alterazione: il passo, contenuto in Giovanni, sull’adultera, probabilmente non era presente nella raccolta originaria, così come la conclusione di Marco con i racconti delle apparizioni del Risorto.
Successivamente vengono illustrate le prime edizioni a stampa in greco dovute al card. De Cisneros e Erasmo da Rotterdam. Il momento è importante perché la rivoluzione della stampa, per certi versi, segna la cesura con il periodo delle “alterazioni strutturali”.

Il sesto capitolo contiene un’interessante analisi di quelle che Ehrman considera essere le alterazioni strumentali dei cristiani ortodossi. La tesi, ripresa da un ampio lavoro dello stesso autore- “The Orthodox Corruption of Scripture- tratta delle modifiche apportate intenzionalmente al fine di evitare interpretazioni giudicate “pericolose”.

Sinceramente è il capitolo che meno mi convince, poiché ritengo abbastanza opinabile l’identificazione “scientifica” delle alterazioni certamente strumentali.

Un ultimo capitolo affronta le variazioni testuali introdotte per modulare i rapporti tra i pagani i cristiani e il ruolo delle donne all’interno delle nascenti comunità.

Ehrman appare in questo volume moderatamente scettico; consapevole delle alterazioni sicuramente prodottesi nel corso dei secoli, più o meno intenzionalmente, ritiene tuttavia possibile cogliere lo “spirito”, e quantomeno le intenzioni, dei primi redattori cristiani.

Questa posizione, abbastanza equilibrata è, tutto sommato, quella che va per la maggiore nell’ambito cattolico; le ri-elaborazioni testuali sarebbero il frutto del tentativo di illustrare, spiegare, il “Messaggio”, non alterarlo consapevolmente.

Ehrman, in definitiva, non ritiene il testo giuntoci un’invariabile destinatoci da Dio. Diversamente, il prodotto davanti ai nostri occhi è il frutto delle alterazioni, delle interpretazioni e della lettura partecipata di migliaia di copisti impegnati nella grande opera di elaborazione del Messaggio cristiano.

Questa la tesi che fa da sfondo a tutto il testo che è espressamente indirizzato ai cristiani fondamentalisti d’America (gli stessi di cui aveva condiviso le idee Ehrman da giovane) e, probabilmente solo tenendo conto di ciò si riesce a comprendere l’intonazione del testo che è preoccupato, come affermato, di decostruire la tesi secondo la quale il testo biblico giuntoci sarebbe l’infallibile Parola di Dio.

Bart D. Ehrman, Gesù non l’ha mai detto: millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli, Mondadori, Milano 2007.

 

Un commento su “Bart D. Ehrman, Gesù non l’ha mai detto: millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli, Mondadori, Milano 2007.

  1. gennaro ha detto:

    negli ultimi anni si e’verificata una continua lotta alla fede Cristiano-Cattolica,con l’insorgere di testi i cui autori vorrebbero dimostrare,con studi approfonditi,che la fede Cristiana è frutto di forzature o di traduzioni sempre più imperfette ed imprecise,e che per chi sa quale mistero ci sono oggi uomini che hanno in possesso scritti che confermerebbero questa impostura.Ma io dico per quale motivo la chiesa dovrebbe portare avanti,(con inganno,in quanto sti scenziati ritengono che i membri dell’alto clero siano a conoscenza),questa impostura?Mi direte per interesse soprattutto economici,sociali e politici!!!!!!!!!!Ragioniamo insieme,ammettiamo che ciò sia vero e che le imposture siano andate avanti,quindi Gesù è un uomo come tutti ,magari con figli e moglie,e con amici che hanno inventato tutto per portare avanti la più colossale delle BALLE.Perchè vedete cari amici tutti sti scenziati hanno scoperto grazie alle loro illuminanti capacità intellettive una o più di queste verità che ho citate;vediamo ragionando ancora se le cose stanno realmente come dicono loro;consentitemi di citare un po di eventi storici,che nessuno può confutare, perchè accaduti:l’apostolo Pietro muore crocefisso perchè cristiano,Paolo vive momenti di persecuzione duri solo perchè cristiano,Simone viene lapidato perchè cristiano,Erasmo da Rotterdam perseguitato perchè cristiano,Giovanni il Battista decapitato perchè annunciava Cristo,Gesù messo in croce perchè ovviamente cristiano,Agostino offre la sua vita per Criso,Francesco d’assisi offre la sua vita per CRISTO,Chiara offre la vita per Cristo,Giovanni Paolo II offre la sua vita per Cristo,padre Pio offre la sua vita per Cristo,madre Teresa offre la sua vita per Cristo,Lutero dedica la sua vita a Cristo,Calvino dedica la sua vita a Cristo,Bernadette perseguitata perchè cristiana,Francesco e Giacinta di Fatima condannati come visionari perchè cristiani,Giovanni Bosco offre la sua vita a Cristo……e mi fermo perchè altrimenti non ci sarebbe spazio a sufficienza per inserire storie di vita che hanno offerto tutta la vita a Cristo.Allora ditemi voi si tratta di tutte persone ingannate????Eppure dietro alla loro vita ci sono eventi inspiegabili alla scienza stessa,di miracoli e testimonianze di una vita che va aldilà della morte.Allora basta con questi testi che vorrebbero rapire la credulità di chi Gesù non lo ha ancora incontrato,e quindi speculare sull’acquisto ed introitare danaro da godersi alle spalle di chi segue e crede alle loro teorie.Inoltre vi posso dire una cosa,io CREDO IN GESU’CRISTO non perchè me lo abbia rivelato la chiesa cattolica,ma perchè L’HO INCONTRATO realmente,e la cosa straordinaria è che il Vangelo lo conoscevo già senza averlo mai letto:scenziato spiegami come è possibile questo,analizza la mia mente può darsi che riuscirai ad emergere da quel Vangelo una nuova traduzione rivelatrice.

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