Franca D’Agostini, Breve storia della filosofia del Novecento. L’anomalia paradigmatica, Einaudi, Torino 1999, pagg. 308.

 di Fabio Milazzo

La filosofia, oggi, viene ritenuta una nebulosa ai più in-conoscibile, un mondo simile a quegli oscuri  antri dove la strega Amelia operava i suoi incantesimi: segreti, laboriosi ma, in definitiva, innocui.

L’idea, quindi, che i più oggi hanno della filosofia è quella di una disciplina priva di significatività, incapace di dire qualcosa di “utile” per l’organizzazione della società nella quale siamo immersi.

Certo, possiamo dilungarci e disquisire  sul “fatto” che la filosofia, come ci ricorda il buon Hegel, giunge sempre sul far della sera, in altre parole comprende l’accaduto ma non lo “fa”. Ma questo sarebbe soltanto un vano discutere, appunto, tipico di chi non ha nulla da dire e, che la filosofia qualcosa da dire lo abbia, ce ne accorgiamo leggendo la puntuale guida che Franca D’Agostini ha compilato sulla filosofia dl Novecento.

Ne sentivamo la mancanza, anche in considerazione del fatto che, quella novecentesca, è la meno studiata nei licei (che solitamente ritengono che con Hegel sia terminato il discorso F.), mentre in realtà è quella che tenta di ri-dare dignità al pensiero nell’epoca che più di tutte ha visto l’ergersi degli oscurantismi (leggi totalitarismi, espliciti o impliciti che siano)   a paradigmi della  realtà politica.

Certo, il novecento è il secolo in cui, forse per la prima volta, la F. da “regina” delle discipline è scivolata a semplice comprimaria, anzi, a dir il vero, a sorella povera e sfortunata all’interno della grande famiglia della cultura, ma perché?

Inoltre questo scivolamento è stato un bene?

Lo è stato consegnare le “chiavi”  della lettura della realtà unicamente alle scienze dure (ieri quelle fisico-matematiche, oggi quelle cognitiviste e cibernetiche) che per costituzione ontologica ben poco sono disposte a mettere in discussione i propri assunti epistemologici? Siamo proprio convinti che mettere da parte la disciplina meta-teorica per eccellenza sia stata un passo utile nel percorso della società umana?

Premesso ciò, dico subito che proprio l’aspetto meta-epistemologico, cioè quello di disciplina che si interroga e pensa se stessa  e i suoi statuti conoscitivi, è  quello attraverso il quale la D’Agostini (foto) sceglie di raccontare la Filosofia del Novecento. In altre parole: come la F.ha pensato se stessa? Attraverso questo interrogativo di fondo l’autrice ripercorre il pensiero di moltissimi filosofi (maggiori e minori diremmo) incardinandoli all’interno di quel paradigma, reso celebre da un noto libro della stessa D’Agostini, che è presente nel sottotitolo, vale a dire la dicotomia analitici/continentali.

Il libro, lo voglio esplicitare, non è una semplice carrellata di opinioni “novecentesche”, in esso, sullo sfondo di esso, ci sono alcuni interrogativi chiaramente filosofici; ad es. come si fa a restituire dignità al pensiero, inteso come libera espressione di possibili grammatiche concettuali, quando la descrizione della realtà è stata “affidata” a forme di conoscenza rigidamente cablate (appunto quelle che vediamo all’opera nelle scienze che trattano il pensiero e le sue leggi alla stregua di un calcolatore)?

D’altra parte sembra non esserci via d’uscita se consideriamo la frantumazione dei saperi (psicologia, cibernetica, sociologia, etc.) come il risultato di un destino necessario, implicito nelle forme attraverso le quali si è data la tradizione di pensiero occidentale. Sullo sfondo resta sempre una domanda, dicotomica quanto si vuole ma ineludibile: l’esito nichilistico cui è giunto il pensiero nella sua variante greca è il frutto di un percorso necessario? Risponderebbe, in altre parole alle possibilità di una grammatica “finita” tipica della specie umana?

Detto ciò passiamo alla struttura del testo che è diviso in tre parti. La prima, dedicata alle “Filosofie dell’esperienza”, tratta, per l’appunto, dello sviluppo della psicologia, delle “rivoluzioni” scientifiche, di Bergson, Frege, della Fenomenologia, della “ri-scoperta di Kant, e dell’interesse per la “vita” del nascente pensiero dell’esistenza.

Nella seconda parte, “Ragione, scienza ed esistenza”, viene affrontato lo sviluppo del neo-idealismo in Italia, la sociologia di Max Weber, Wittgenstein e il neo-positivismo, Popper e Kuhn, Quine, Heidegger e la scuola di Francoforte fino ad Habermas.

La terza parte, Analitici e continentali, è quella che più presenta il paradigma che, come detto, fa da sfondo al libro. Viene qui trattata lo sviluppo della Filosofia analitica, vengono presentati i tratti peculiari, i suoi esponenti; Russell, Moore, fino a giungere i pensatori del post-analitico come Rorty. Sull’altro fronte viene delineato il variegato fronte del pensiero del “Vecchio Continente”, quindi strutturalismo, post-strutturalismo, pensiero debole, post-moderno, filosofie della differenza e decostruzionismo.

Infine viene delineato il panorama nichilista inteso come necessario sviluppo del pensiero della tradizione “continentale” e il ritorno al “pensiero” che qui significa la necessità di tornare a sviluppare forme di pensiero utili alla collettività e meno compromessi con gli ingenui realismi metafisici messi in discussione da quasi tutti i pensatori post-nietzschiani.

Il pregio evidente di questo volume, come ha precisato nella sua recensione Diego Marconi, è la chiarezza (cosa non da poco se consideriamo la complessità delle questioni trattate), per questo non posso che consigliarlo a chi vuol avere un’idea chiara dei temi tratti dalla recente Filosofia e magari vuol porsi anche qualche interrogativo.

Franca D’Agostini, Breve storia della filosofia del Novecento. L’anomalia paradigmatica, Einaudi, Torino 1999, pagg. 308, euro. 12.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...