Pievani Telmo, La teoria dell’evoluzione, Il Mulino 2010, 133 pp.

di Fabio Milazzo

Il recente libro di Palmarini e di Fodor sugli “errori di Darwin” cerca di mostrare come il processo evolutivo non riesca ad esaurire le spiegazioni riguardanti la comparsa delle specie viventi sulla terra. Precisiamo con le parole degli autori. “L’evoluzione è un fatto. L’appartenenza delle specie l’una all’altra nella filogenesi, è anch’essa un fatto. Quello che noi contestiamo è che la selezione naturale sia il meccanismo che spieghi la comparsa di specie nuove e di tutte le forme biologiche esistenti. Questo è ciò che noi contestiamo”. (http://sentierierranti.blogspot.com/2010/04/web-intersezioni-7-gli-errori-di-darwin.html).

Gli autori, in altre parole, criticano l’esaustività della teoria dell’evoluzione. Nessuna meta-teoria può rendere la complessità dell’essere. ” I meccanismi sono molteplici, i livelli dei cambiamenti biologici nel tempo sono differenti e quindi si tratta di un processo complesso, articolato, eterogeneo. Siamo ben lungi dall’aver scoperto tutti i fattori in gioco. Occorreranno molte altre ricerche, probabilmente per molti decenni.”

Le dichiarazioni e le tesi contenute nel libro non potevano non scatenare le reazioni dei vari difensori dell’ortodossia “Darwiniana”, per quanto nessuna critica venga mossa al “fatto evoluzione” ma soltanto alla sua capacità in termini di intelligibilità  universale. Detto questo, considerando anche la complessità degli argomenti trattati nel volume di Palmarini-Fodor, credo sia utile cercare di chiarirsi le idee in relazione a quella che definiamo come la “teoria dell’evoluzione”.

Le pubblicazioni sull’argomento sono parecchie, anche in lingua italiana, ed essendo il tema “ad alto gradiente ideologico”, non tutte risultano essere valide o scevre da non sempre chiare “letture di parte”.
“La teoria dell’evoluzione” di Telmo Pievani, scritto per la collana “Farsi un’idea”, della casa Editrice Il Mulino, è un libro che pone al centro dell’attenzione i temi salienti dell’evoluzione con chiarezza e competenza. Pievani, collboratore del mensile “Le scienze” da tempo si interessa del tema “evoluzione” e i suoi studi sono molto apprezzati anche all’estero. Attualmente insegna Filosofia della Scienza. Si è specializzato oltreoceano, dove ha studiato alcuni aspetti dell’evoluzione biologica con Niles Eldredge all’American Museum of Natural History di New York.

Il testo si orienta prima su una riflessione riguardo la natura delle teorie scientifiche, poi sulla teoria dell’evoluzione biologica in particolare.

L’evoluzione è descritta come un fatto acquisito, e su questo anche Palmarini e Fodor sono d’accordo. Le cause, secondo Pievani, poggiano su alcuni elementi quali: la variazione e la diversificazione, come fenomeni naturali che si riscontrano in ogni essere vivente; la selezione naturale nel contesto ecologico, come meccanismo costante che porta a favorire certe forme in certi ambienti e a sfavorirne altre, diversificando, così, la vita dell’intero pianeta; poi la speciazione, derivata dalla tendenza dei viventi a colonizzare ambienti diversi accumulando lentamente variazioni indipendenti e uniche per ogni popolazione, arrivando in ultima analisi alla nascita di Homo Sapiens.

“Una sottile seppur robusta regnatela” accomunerebbe, secondo Pievani le diverse forme di vita che abitano la terra. Questa trama ha un suo principio: la storia. Il divenire, come un lento fiume, porterebbe con sè molteplici forme di vita, depositando qua e là quelle meno conformi al Reale e lasciando sopravvivere, secondo modulazioni e aggiustamenti sempre ricorrenti le singolarità più “fortunate”.

La storia della vita sulla Terra sarebbe iniziata più di 3,5 miliardi di anni fa e, le condizioni di questo che per tanti è un vero e proprio miracolo, non avrebbero nulla di eccezionale: elementi chimici pesanti vengono continuamente prodotti dalle esplosioni stellari e il numero di universi e di sistemi solari è così alto da lasciar immaginare ogni sorta di combinazione chimica, quindi anche quella da cui si è originata la vita. nessun  miracolo, dunque, ma casuale rimescolamento delle unità fondamentali.

Tra le diverse spiegazioni elaborate per rendere intelligibile questo brodo cosmico e il suo divenire una sembra essere esaustiva: la Teoria dell’Evoluzione. Essa è stata formulata da Darwin ne “L’origine della specie” del 1859. Secondo questa teoria tutti gli esseri viventi sarebbero accomunati da una relazione di parentela, essendo il frutto di variazioni continue, alcune impercettibili, avvenute a partire da un antenato comune, l’Adamo della situazione (anche se Pievani non sarebbe d’accordo: nega, infatti, qualsiasi possibile legame con le illustrazioni dei difensori dell’ortodossia Biblica) .

Pievani è un “fautore” della Teoria dell’evoluzione e, nel libro, non esita a dichiarare il suo assenso nei confronti di una spiegazione del Reale che, a suo dire, in centocinquant’anni si è arricchita di una tale varietà di prove empiriche da accrescere sempre più la sua validità scientifica (qui intesa quale sinonimo di Verità) .

Secondo l’Autore, la teoria si è ulteriormente consolidata negli anni ’40 grazie alla convergenza delle varie scoperte della genetica, della chimica molecolare, dell’anatomia comparata e di altre scienze con il risultato di fornire una spiegazione scientifica unitaria. Proprio quest’ultimo aspetto è, mi sembra di poter affermare, quello che più lo distanzia dalla coppia Palmarini-Fodor.

Telmo Pievani, La teoria dell’evoluzione, Collana “Farsi un’idea”, Il Mulino, 2010, pp. 144, 978-88-15-13402-8

3 commenti su “Pievani Telmo, La teoria dell’evoluzione, Il Mulino 2010, 133 pp.

  1. […] Le critiche di Telmo Pievani alle ipotesi di Fodor e di Piattelli Palmarini Il dibattito sull’evoluzione, sorto in seguito alla pubblicazione del saggio di Piattelli Palmarini e di Fodor si arricchisce di un altro contributo: la presa di posizione di Telmo Pievani, di cui abbiamo recensito “la teoria dell’evoluzione” per le edizioni del Mulino (https://haecceitasblog.wordpress.com/2010/05/04/pievani-telmo-la-teoria-dellevoluzione-il-mulino-2010…). […]

  2. Ennio ha detto:

    ho l’impressione che ci sia sempre una certa resistenza mentale nell’accettare di essere il frutto del caos organizzato … trovo la cosa estremamente elegante, il resto non lo è.

  3. Francesco Pelillo ha detto:

    Io mi chiedo come fa una persona di buon senso a non capire che addirittura l’evoluzione darwiniana spiega la “filogenesi” di tutti i fenomeni presenti nell’universo a partire dall nucleosintesi a livello quantistico. Come si puo ipotizzare che emergano specie biologiche nuove senza vedere già lo specismo è un artefatto utile solo per le indagini, ma non rappresentativo della realtà?

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