Jacques Le Goff, La nascita del Purgatorio, Einaudi, Torino 1996.

nascita_del_purgatoriodi Emanuela Catalano

 

 

«Il Purgatorio supera in poesia il cielo e l’inferno,

 in quanto rappresenta un avvenire del quale entrambi sono privi».

Genio del Cristianesimo, F.-R. de Chateaubriand

 

Rileggendo La nascita del Purgatorio (edito da Einaudi nel 1982), uno dei saggi a mio parere più affascinanti e approfonditi sull’argomento, mi rendo conto di quanto le questioni e gli interrogativi che vertono sul destino dell’anima o, meglio, sulle sue sorti dopo la morte del corpo siano state da sempre oggetto di indagine, di riflessione e di preoccupazione da parte dei più ma anche più semplicemente di mera fascinazione e curiosità. Continua a leggere

F.Furet-D.Richet, La rivoluzione Francese, Laterza, Bari 1974 (ed. orig. 1965-1966), pagg. XIII-684.

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di Fabio Milazzo

La storiografia che si è occupata della Rivoluzione francese, per forza di cose, è sempre stata militante. Per le ricadute che l’avvenimento ha avuto sulla tarda modernità e sul XX secolo innanzitutto. Basti pensare  all’influenza che concetti quali quello di «Nazione»[1] e di «giacobinismo» hanno avuto per la geografia politica del Novecento per rendersi conto che ogni presa di posizione sulla madre di tutte le rivoluzioni ha un significato politico. E’ il principale motivo delle feroci polemiche che seguono ogni ermeneutica storiografica che si discosta dalla vulgata. Continua a leggere

Maddalena Rostagno, Andrea Gentile, Il suono di una sola mano. Storia di mio padre Mauro Rostagno, Il Saggiatore, Milano 2011.

Rostagnodi Emanuela Catalano

Venticinque anni fa, il 26 settembre 1988, il giornalista Mauro Rostagno veniva assassinato a Trapani, in Sicilia, in un agguato di stampo mafioso. Aveva 46 anni. Il processo contro i suoi presunti assassini inizia nell’aula bunker del tribunale di Trapani ventitré anni dopo. I tempi della giustizia, si sa, sono lenti.

È un ritratto bellissimo e struggente, quello che emerge dal libro di Maddalena Rostagno; non deve essere stato facile per lei, a distanza di anni dall’omicidio di Mauro, rovistare tra i ricordi, alla ricerca di quella verità per troppo tempo disattesa ed elusa e della sete di giustizia in quelle carte giudiziarie, dominando la sua rabbia e facendo fronte a quel dolore ancora troppo forte per la prematura e ingiusta perdita del padre. Ma lei ce l’ha fatta e ci restituisce un ritratto tenero, commovente e lucidissimo del padre, delle sue mille vite e dell’amore che nutrì nei suoi confronti. Ha scritto di lui Adriano Sofri: “Di tutti quelli che ho conosciuto, era il più pronto a prendersele tutte le vite che abbiamo in offerta”. Continua a leggere

Lucia Barbera, L’assistenza all’infanzia abbandonata nella Sicilia d’età borbonica, Aracne, Roma 2012, pagg. 440.

lucia barberadi Emanuela Catalano

È con un misto di commozione e orgoglio che mi accingo oggi a recensire  l’imponente libro di Lucia Barbera, frutto di dura fatica, lungo e meticoloso lavoro di ricerca, innumerevoli notti in bianco, immane passione e dedizione assoluta. L’opera colpisce per il tema trattato, un capitolo troppo spesso e molto volentieri “dimenticato” dalla storiografia tradizionale; non se ne trova infatti traccia né nei manuali di storia del liceo, se non in qualche breve appendice in calce ai capitoli, o ‘moduli’ per usare una terminologia oggi più in voga, né tanto meno l’argomento trattato della Barbera è frutto di studio serio e sistematico, indagine e approfondimento nelle Facoltà universitarie italiane. Fortunatamente numerosi studi e convegni stanno riportando in auge questo tema, specie a livello europeo, nella speranza che la conoscenza e la discussione di queste tematiche possano sensibilizzare la popolazione vis-à-vis di un argomento così delicato.

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Giovanni Arrighi e l’eterno ritorno del Capitale.

di Fabio Milazzo

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I Cicli di accumulazione del Capitale.

“Crisi” è uno di quei termini che quotidianamente vengono fatti rimbombare nelle nostre orecchie e che, proprio per questo, spesso diventano “impercettibili” alle nostre strutture cognitive. Assumendo lo statuto di “rumore di fondo” non li si discrimina più percettivamente e cognitivamente.

Porre sotto attenzione questo “silenzio del rumore” equivale a significarlo, a riscoprirlo, ad indagarlo nelle sue componenti troppo spesso celate nelle pieghe dell’abitudine.

Crisi, capitalismo e finanza, sono termini che devono essere tratti fuori da quello stato di invisibilità dovuto alla “troppa visibilità”. Al pari della “lettera” di E.A.Poe queste parole ci si celano proprio perché ci stanno sempre davanti. Continua a leggere

Lucy Riall, Risorgimento. Storia e interpretazioni, Donzelli ed., Roma 2007, pagg. VIII-183.

di Fabio Milazzo

Lucy Riall è una storica irlandese, insegna al Birkbeck College dell’Università di Londra, dove tiene la cattedra di Comparative History of Europe (19th to 20th centuries). I suoi interessi vertono sulla storia d’Italia, in particolare su quella del Mezzogiorno in epoca “Risorgimentale”. Come tanti altri studiosi prima di lei, pensiamo a H.Bresc, D.Abulafia, M. Aymard, solo per fare dei nomi, ha eletto il Sud d’Italia a baricentro gravitazionale dei propri interessi di storica. A differenza di altri, in mente ho soprattutto il nome di Denis Mack Smith, il suo lavoro non è viziato da quella distorsione concettuale che vizia tanti studiosi che si approcciano ad una galassia per molti versi “troppo” conosciuta ma per lo più attraverso “luoghi comuni” e categorie vacue.

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Grado Giovanni Merlo, Streghe, il Mulino, Bologna 2006, pp. 105.

di Emanuela Catalano

“Correva l’anno 1509…” è il titolo della rievocazione storica, tenutasi nella cittadina di Saluzzo, ai piedi del Monviso, nei giorni scorsi.

 V’è un sol Monviso sulla terra, un solo gruppo di monti come quello, un solo Pian che s'agguagli di Saluzzo al piano » per dirla col Pellico].

La vicenda di Leonora, arsa viva per stregoneria, mi ha particolarmente colpita riportandomi alla mente un interessante studio del prof. Grado Giovanni Merlo, intitolato, per l’appunto Streghe e ambientato negli stessi luoghi.

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