Vorrei consigliare e proporre la (ri)lettura di un vecchio libro di Virginia Woolf (1882-1941), esponente di spicco dell’epoca vittoriana e autrice di taluni dei più importanti romanzi che hanno segnato in maniera indelebile il modo di pensare la storia della letteratura del secolo passato, e che si intitola Una stanza tutta per sé.
Si tratta di un libro che, attraverso la voce e la parola della scrittrice, infonde un grande coraggio a chiunque voglia fare qualcosa di diverso, a chi vuole seguire strade che non sono ancora state battute, al di fuori del selciato tradizionalmente percorso. Bisogna solo superare l’ostacolo rappresentato dal primo capitolo, che può sembrar un po’ ruvido apparentemente e ostico, specie per chi non è avvezzo alla profondità di pensiero e alla poliedricità, alle infinite sfumature di una figura come quella di Virginia, a chi non ha ancora confidenza con i suoi scritti, con la sua particolarissima modalità di scrittura. Il sesto capitolo invece è un piacere, una sorta di apoteosi dell’estasi della lettura. E poi è un libro piccolo, piccolo, che si legge velocemente.







di Emanuela Catalano
Dave Eggers e Foster Wallace. Presentarli è inutile. Quella che posto di seguito è un’intervista-dialogo in cui i due scrittori “narrano” i propri mondi.